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Foodtour romano parte 1: quattro giorni nella Capitale

Roma è calore, storia, magnificenza, ma anche (e soprattutto) cibo che scalda il cuore! Tra pizzerie al taglio e osterie dalle tovaglie rosse e bianche, la Capitale del Belpaese offre prelibatezze capaci di rendere questa magica città ancor più indimenticabile. Recentemente ho trascorso quattro giorni in questa metropoli senza tempo, e per ogni giorno di permanenza ho sviluppato un itinerario che unisse le principali attrazioni culturali ai locali di ghiottonerie più validi e apprezzati. Il risultato: quattro percorsi differenti attraverso i quali esplorare la città e gustarne le migliori proposte gastronomiche!


Il punto di riferimento sfruttato per i seguenti itinerari, da cui si parte alla mattina e dove si rientra alla sera, è sempre il rione Trastevere, dove consiglio assolutamente di alloggiare se si intende immergersi nella più autentica atmosfera de Roma. In più, gode di una posizione ideale per esplorare tutte le zone della città spostandosi tranquillamente a piedi.


 

GIORNO 1:


  • Città del Vaticano, Castel Sant'Angelo, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Via dei Condotti

  • Supplì, Via di S. Francesco a Ripa, 137; Bonci Pizzarium, Via della Meloria, 43; Pompi Tiramisù, Via della Croce, 82

L'arrivo a Roma merita di essere consacrato, ancor prima di sistemare le valigie, con un supplì caldo e ancora sfrigolante. La mitica polpetta di riso, regina dello street food romano, strizza l'occhio ai più conosciuti arancini siciliani, ma viene preparata con riso al pomodoro e mozzarella filante. Un supplì realizzato a regola d'arte deve essere al telefono (avete presente quando la mozzarella fila e fila ancora e tiene unite le due metà pomodorose?), e deve avere una panatura leggera e croccante, assolutamente non unta. Il mio consiglio per un supplì da manuale è proprio... Supplì! Il locale al numero 137 di Via di San Francesco a Ripa ha un nome che non lascia spazio a fronzoli e decanta la sua specialità già dall'insegna. Frequentato da romani del posto, è una piccola ma fornita gastronomia con annesso laboratorio che per 1,50 euro darà uno scossone alle vostre papille gustative. Provatelo e lo amerete.


Dopo questo caldo benvenuto trasteverino, è il momento di spostarsi verso nord. Seguendo il corso del Tevere vi ritroverete dopo pochi chilometri all'altezza della Città del Vaticano. La visita porta sempre via qualche ora, soprattutto a chi sceglie di esplorare i Musei Vaticani e la Cupola di San Pietro, motivo per cui la cosa migliore da fare per riprendersi dopo l'uscita è rifocillarsi con della calda, fragrante, alveolata e super condita pizza in teglia. A Roma è una vera istituzione, e se c'è qualcuno che ha elevato la pizza da strada a un livello inarrivabile e si discosta davvero da qualsiasi altra proposta della città, quello è Gabriele Bonci. La sua fama lo precede, il punto di forza dei suoi prodotti (mediamente più cari rispetto all'offerta cittadina) risiede nella pregevolezza delle materie prime impiegate e nella costante ricerca che solo un maestro panificatore sa costantemente perfezionare. Esattamente dietro ai Giardini Vaticani, a due passi dalla fermata Cipro della metro, c'è il suo Bonci Pizzarium. La zona è piuttosto periferica, non particolarmente esaltante per un turista, dunque non è un luogo di passaggio: bisogna andarci apposta. L'esperienza va provata, anche se si mangia su un marciapiede ingrigito, perché permette di comprendere il vero significato di eccellenza culinaria immersa nella sua più vera e autentica atmosfera di quartiere, lontana dalle vie più gettonate. Sulla pizza c'è poco da dire, qualsiasi descrizione sarebbe superflua. Assaggiandola ci si rende conto che non ci sono termini di paragone.


Dopo l'esperienza senza eguali della pizza appena assaggiata (o divorata?), l'itinerario prosegue verso nord-est: una volta attraversato il rione Prati, ci si ritrova di nuovo sul Tevere; a questo punto è possibile raggiungere la sponda opposta superando il Ponte Regina Margherita. Da qui la strada per raggiungere Piazza del Popolo è breve e sempre dritta. La sosta in questa piazza dall'atmosfera giovane e romantica serve a far venire ancora fame, giusto quello spazietto che si tiene sempre libero per il dolce. Il dessert in questione aspetta appena più a sud, in direzione Piazza di Spagna. A pochi metri dall'iconica scalinata della Trinità dei Monti, in Via della Croce 82, c'è Pompi Tiramisù, una pasticceria gelateria nata in città nel 1960 che vanta, ad oggi, ben nove punti vendita, di cui uno a Londra. Immaginate: il centro di Roma, alla sera, con le luci, le signore in tenuta chic che tacchettano caute sui sampietrini, un via vai di occhi pieni di meraviglia, e una scatolina che invita ad affondare il cucchiaino in una crema spumosa che riporta alle domeniche d'infanzia. Con quattro euro spesi da Pompi si esce con un tiramisù take away, disponibile in diverse varianti, pronto per sciogliere il cuore del turista più incattivito dalle vesciche ai piedi.




GIORNO 2:


  • Mercato di Testaccio, Piramide Cestia, Buco della serratura, Giardino degli aranci, Circo Massimo, Colosseo, Mercato centrale, Basilica di Santa Maria Maggiore, Piazza della Repubblica, Piazza Barberini, Quirinale, Colonna Traiana, Fori imperiali, Vittoriano, Campidoglio

  • Il Maritozzaro, Via Ettore Rolli, 50; Trapizzino | Mercato Centrale Roma, Via Giovanni Giolitti, 36; Trattoria Otello Trastevere, Via della Pelliccia, 47/53

Il secondo giorno non può che iniziare con una super colazione in vero stile capitolino. A Roma lo storico protagonista dei lenti risvegli è il maritozzo, una soffice brioche dal sapore poco dolce, simile ad un paninetto, tagliata longitudinalmente e farcita con abbondante panna fresca montata. C'è un piccolo bar di passaggio, a pochi metri dalla stazione di Roma Trastevere, che ha fatto del maritozzo il suo marchio di fabbrica: Il Maritozzaro (quando si dice un nome, una garanzia). In questo piccolo angolo profumato di caffè e di romanità caciarona la cosa più bella che potete fare è mordere una nuvola di pasta lievitata che vi sporcherà senza vergogna il naso di panna e vi farà iniziare la giornata col sorriso. Il bar in questione è l'ideale per una colazione economica (1,80 euro per caffè e cornetto, 2 euro per un maritozzo gigantesco) ed espressa (non ci sono tavolini), lontano da qualsiasi proposta turistica della città.


Dopo questa sostanziosa colazione il tour prosegue verso il mercato di Testaccio, il quartiere immediatamente oltre la sponda del Tevere, a breve distanza dal Maritozzaro. Il mercato è coperto e permette di gironzolare tra bottegai di quartiere e commercianti dal sapore vintage, merita davvero una visita. Da qui ci si può poi dirigere verso la Piramide Cestia, inglobata nel perimetro dell'adiacente cimitero acattolico, per poi proseguire verso nord in direzione Buco della serratura. A pochi metri da questa attrazione troverete poi il Giardino degli aranci, e proseguendo in direzione nord-est vi ritroverete faccia a faccia con il Circo Massimo. Da lì è poi facile raggiungere il Colosseo.


A questo punto si sarà fatta quasi ora di pranzo; per evitare qualsiasi delusione al palato e salassata sul conto, è bene allontanarsi dalla zona del Colosseo e incamminarsi verso qualcosa di più economico e tipico. La mia proposta per un pranzo divertente e gustoso è Trapizzino, in particolare il punto vendita inserito nella struttura del mercato centrale, in zona Termini. Il Trapizzino nasce dall'intuizione del pizzaiolo e imprenditore romano Stefano Callegari, e ad oggi vanta locali a Roma, Latina, Ladispoli, Firenze, Milano, Torino, Trieste e New York. Si tratta di un angolo di pizza bianca romana (non chiamatela focaccia!) vuoto all'interno e fragrante all'esterno, farcito con i sughi della tradizione. Tra quelli che ho provato io ci sono: lingua e salsa verde, stracciatella e alici (a mio avviso il più buono), parmigiana di melanzane, pollo alla cacciatora e polpette al sugo. Anche qui un prodotto di qualità, frutto di studi e competenza, che si mantiene legato alla tradizione incontrando il concetto di street food. Il risultato straborda di gocciolante bontà.


Con la pancia piena ci si può ora dirigere verso la Basilica di Santa Maria Maggiore, per poi incamminarsi verso il Quirinale, passando prima per Piazza della Repubblica e Piazza Barberini. Dal colle è poi facile discendere verso la zona dei Fori Imperiali e del Vittoriano. L'esplorazione giornaliera si può infine concludere salendo in Campidoglio, che si trova praticamente accanto all'Altare della Patria.


Alla sera i piedi avranno macinato talmente tanti chilometri che non ne vorranno sapere di allontanarsi da casa per cena, ecco perché l'ideale è fermarsi in una delle tante osterie tipiche di Trastevere, che non a caso proprio alla sera si accende e si anima di giovani e turisti alla ricerca del piatto di carbonara più gustoso. La scelta tra questi viottoli dalle pareti arancioni è veramente ampia: tra ristoranti, birrerie e cocktail bar la movida serale trasteverina è veramente coinvolgente. Per un'autentica cena romana, dai piatti all'accento dei camerieri, la Trattoria Otello è il luogo ideale: troverete ad accogliervi pareti in legno caldo, fiaschetti di vino della casa e ciotole di tonnarelli fumanti e cremosi. Da provare per toccare con mano la vera romanità a tavola.




 

Le tappe culinarie proposte in questo tour sono state selezionate, testate e inserite a seguito di ricerche scrupolose e plurimi assaggi; ho fatto in modo di scegliere locali davvero meritevoli, quasi tutti poco turistici, che già conoscevo dalle mie precedenti visite in città o che mi hanno colpita per la qualità e il format offerto.

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